Un progetto nato da un incontro.

Storie diverse e personali ci hanno avvicinato alle pratiche di consapevolezza e, ognuna con i suoi tempi e i suoi perché, abbiamo iniziato a sederci sul cuscino, come si dice di chi medita.
Nel 2013 ci siamo incontrate per la prima volta, partecipando al programma di formazione per istruttori organizzato da A.I.M. e condotto Fabio Giommi e Antonella Commellato.

Durante i viaggi per raggiungere i ritiri si è approfondita la conoscenza personale ed è nata la voglia di sperimentarci insieme nel condurre i programmi per i quali ci siamo formate: Mindfulness Based Stress Reduction e Interpersonal Mindfulness.

L’integrazione delle nostre storie e lo scambio di esperienze sono stati preziosi: Francesca è psicoterapeuta e Simonetta psicologa del lavoro, entrambe con ampia esperienza di interventi sulla persona e sulle relazioni.
Con queste premesse è nato nel 2014 il progetto Mind the Gap, dedicato agli interventi Mindfulness Based che si è affiancato alle attività yoga già avviate nel 2011 con YogadiffusoMilano, da Francesca insieme a Federica Neeff in un bellissimo contesto milanese la Cascina Cuccagna, luogo dove siamo presenti e attive ancora oggi, motivate dall’idea di portare le pratiche di consapevolezza vicine alle persone e ai contesti di aggregazione sociale, per una migliore qualità della vita accessibile a tutti.

Premi su Francesca o Simonetta per approfondire il loro percorso.
foto francesca pavesi

Francesca Pavesi

foto Simonetta Carpo

Simonetta Carpo

Alla psicologia e alle pratiche contemplative sono arrivata a 33 anni. Dopo una laurea in economia, un’esperienza in una multinazionale informatica e la nascita dei miei 2 figli ho deciso di ridare un senso alla mia vita. Motivata al lavoro analitico e alla relazione di cura, alla conoscenza sull’agire e sentire umano, ho ripreso gli studi e nel 2003 mi sono laureata in psicologia clinica, seguendo una vecchia passione e un’inclinazione più personale.

Durante gli studi universitari e proseguendo nella formazione clinica, l’incontro con il pensiero di Francisco Varela, uno scienziato divenuto buddista, sull’Embodied Mind, sulla mente incarnata e sui sistemi complessi è stato per me un punto di svolta che ha fatto germogliare semi importanti sull’idea di uomo e del suo stare nel mondo e da lì ho iniziato a sedermi sul cuscino!

“mi sento una praticante in cammino e cerco di ricordarmelo ogni giorno”

L’esperienza personale si è intrecciata allo studio più teorico sulle convergenze tra psicoanalisi, neuroscienze e filosofia buddista sullo sviluppo umano e sui temi della psiche; nei primi anni 2000 ho iniziato il lavoro clinico, a partire dalla collaborazione con un CPS milanese.

Come la psicoterapia anche le pratiche contemplative lavorano sulla sofferenza, su attaccamento e avversione.. la meditazione lavora nel silenzio e la psicoterapia cura con le parole, entrambe orientano all’introspezione e alla ricerca di senso.. Da questa ricerca e dall’approfondimento professionale, ho sentito nascere nel tempo un dialogo fecondo, utile e nutriente… due percorsi convergenti.

Nel mio lavoro cerco di tenere distinti i due setting, la stanza analitica e il gruppo mindfulness. Penso che non ne vadano confusi i confini, nel rispetto del valore dell’esperienza dei due percorsi, con punti di osservazione e conoscenza diversi e diversi strumenti d’intervento. Penso inoltre che la mindfulness individuale sia sostenibile solo nell’incontro con un maestro, e maestra io non sono… mi sento una praticante in cammino e cerco di ricordarmelo ogni giorno!

 

Torno con la memoria ai tempi in cui mi domandavo quale potesse essere la mia strada nella vita. Mille idee diverse, ma un punto fermo: il lavoro deve poter essere, in qualche misura, anche uno spazio prezioso di espressione di sé.

Da allora sono trascorsi più di 30 anni, e tenere a fuoco questa aspirazione è stato in tutto questo tempo il mio impegno. Ho scelto una formazione interdisciplinare, integrando nel tempo gli studi in Economia Politica con un dottorato in Sociologia e una laurea in Psicologia; ora lavoro come consulente HR, formatore ed executive coach .

“In tutti questi anni la pratica ha aperto possibilità, esperienze e spazi di espressione nuovi, oltre a regalarmi equilibrio e serenità.”

Mi occupo in particolare di formazione sulle soft skills necessarie a sostenere con pienezza il ruolo professionale, progettando e conducendo percorsi di formazione individuale e di gruppo volti a promuovere una cultura organizzativa rispettosa delle diversità e orientata allo sviluppo del potenziale umano.

Nella mia ricerca personale le pratiche contemplative sono tornate in vari momenti nel corso della vita, ma negli ultimi 10 anni questa esperienza è maturata in ampiezza e profondità grazie allo studio e alla partecipazione a ritiri, principalmente nella tradizione Vipassana.

In parallelo al percorso personale si è fatto strada il desiderio di integrare l’esperienza diretta della pratica con il cuore della mia attività professionale nelle organizzazioni. Mi sono perciò formata come istruttore di programmi Mindfulness Based Stress Reduction (MBSR) e Interpersonal Mindfulness (IMP).

In tutti questi anni la pratica della meditazione di consapevolezza ha aperto possibilità, esperienze e spazi di espressione nuovi, oltre a regalarmi equilibrio e serenità.